LA VIGNA DEL PRETE DI RIETI
1572 25. In quello stesso periodo, Francesco a causa
della sua malattia d'occhi soggiornò presso la chiesa
di San Fabiano, non lontano da quella città, ospite
di un povero prete secolare. Aveva allora residenza in Rieti
il signore papa Onorio III con i cardinali. E molti di costoro
e altri ecclesiastici, per riverenza e devozione verso Francesco,
venivano a fargli visita quasi ogni giorno.
Possedeva quella chiesa una piccola vigna, che si estendeva
vicino alla casa dove dimorava Francesco. Da una porta di
questa quasi tutti i visitatori passavano nella vigna contigua,
attirati sia dalla stagione delle uve mature, sia dall'amenità
del luogo che invitava a sostarvi. Successe quindi che, a
motivo di quel viavai, la vigna fu pressoché tutta
messa a soqquadro: chi coglieva i grappoli e se li piluccava
sul posto, chi li pigliava per portarseli via, altri calpestavano
il terreno. Il prete cominciò ad agitarsi e protestare,
dicendo: «Quest'anno il raccolto è perduto. Per
quanto piccola, la vigna mi dava il vino sufficiente al mio
bisogno».
Sentito questo lamento, Francesco lo fece chiamare e gli disse:
«Non star male e non agitarti! Ormai non possiamo farci
niente. Ma confida nel Signore, che può riparare al
danno per amore di me, suo piccolo servo. Dimmi: quante some
hai fatto, negli anni di migliore raccolto?». Il sacerdote
gli rispose: «Fino a tredici some, padre». E Francesco:
«Coraggio, non contristarti più, non ingiuriare
nessuno, non fare lamentele in giro, abbi fede nel Signore
e nelle mie parole. Se raccoglierai meno di venti some, prometto
di rifondertene io». Il sacerdote si calmò e
stette tranquillo.
E accadde per intervento di Dio che raccolse effettivamente
non meno di venti some, come Francesco gli aveva promesso.
Quel sacerdote ne rimase attonito, e con lui tutti gli altri
che riseppero la cosa, e attribuirono il prodigio ai meriti
del beato Francesco. In verità, la vigna era stata
devastata; ma anche fosse grondante di grappoli, sembrava
impossibile ricavarne venti some di vino.
Noi che siamo vissuti con lui, siamo in grado di testimoniare
che quando diceva: «E' così», oppure: «Così
sarà», avveniva sempre come aveva predetto. E
noi molte cose vedemmo realizzarsi mentre era in vita e anche
dopo la sua morte.